Acqua Bene Comune: da Reggio verso Roma per difendere la democrazia.

 

In migliaia oggi a Roma per la manifestazione per difendere l’acqua come bene comune. I reggiani saranno in tanti a chiedere l’applicazione del referendum del 12 e il 13 giugno; si parte alle 6 in pullman e in treno per essere alle 14 in Piazza della Repubblica a Roma.

La provincia di Reggio Emilia si è contraddistinta per il più alto numero di votanti che hanno detto NO alla privatizzazione dell’acqua. I reggiani, infatti, sono stati i primi d’Italia a difendere l’acqua come bene comune.

Purtroppo è stato diverso il comportamento della Pubblica Amministrazione locale: i sindaci delle provincie di Reggio Emilia, aderenti per la maggior parte al Partito Democratico, nei mesi antecedenti al referendum si sono dichiarati favorevoli a rendere l’acqua un bene pubblico, ma oggi dopo vari richiami a mettere in atto il voto del referendum, sancito il 21 luglio dalla Corte Costituzionale, rispondono con un agghiacciante mutismo.

I comuni della provincia di Reggio Emilia, come tantissimi altri comuni in Italia, oggi sono ritenuti fuorilegge per non aver reso esecutivo il voto popolare. “I reggiani potrebbero risparmiare ben l’11% sulla bolletta dell’acqua” a dirlo è Emiliano Codeluppi, referente del Comitato Provinciale Acqua Bene Comune Reggio Emilia “chiediamo ai sindaci di agire coerentemente con quanto è stato detto nella campagna a favore del referendum, che si tutelino prima di tutto i cittadini e non gli interessi delle multiutility da cui i comuni ottengono a fine anno i dividendi perché sono loro stessi azionisti di queste società”.

Di Federica Fiorillo

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