Università di Modena e Reggio Emilia: Inizia un nuovo anno accademico, a rischio i corsi di laurea.

L’Università di Modena e Reggio Emilia inaugura il nuovo anno accademico con non poche difficoltà. La cerimonia, svoltasi lunedì 21 novembre presso la sede di Reggio Emilia, è stata aperta dal discorso del Rettore Aldo Tomasi, che ha espresso profondi dubbi per il futuro dell’offerta formativa dell’Ateneo, a causa dei tagli imposti all’istruzione italiana.   Nel discorso, il Rettore ha mostrato la sua preoccupazione sulle previsioni relative alla dotazione del Fondo di Finanziamento Operativo, che vedrà un calo significativo nei  prossimi anni. Ciò vuol dire che Unimore avrà meno entrate, quindi meno corsi, quindi meno studenti.

L’Università di Modena e Reggio Emilia è il miglior Ateneo in termini di occupazione post-laurea, a dirlo è l’ultima indagine di Almalaurea, dalla quale è emerso che la maggior parte dei laureati Unimore riesce a trovare lavoro dopo gli studi. La preoccupazione è che, a causa dei tagli apportati, questo dato possa diminuire nei prossimi anni; Tomasi ha comunque garantito che l’impegno dell’Università resterà comunque alto.  Le conseguenze dei tagli per gli studenti e i ricercatori di Unimore sono così descritte da Tomasi : “ Il problema è dato dal fatto che non c’è stata una valutazione approfondita sulla ripartizione dei tagli universitari. Oggi Unimore riesce a mantenere ancora il suo equilibrio economico, ma se la situazione continua così, fra due/tre anni c’è il rischio di dover eliminare corsi di laurea con un numero considerevole di iscritti, come potrebbe essere ad esempio per la facoltà di Ingegneria”. Il Rettore mostra dunque una profonda preoccupazione per il futuro di alcuni importanti corsi di laurea, nonostante ci sia un alto numero d’iscritti. Tomasi ha però rassicurato chi è già iscritto o s’iscriverà da qui al prossimo anno, riuscirà a portare a termine il suo percorso di studio; il problema si porrà, secondo le stime, da qui a tre anni, momento in cui probabilmente non sarà possibile garantire l’iscrizione per alcuni corsi di laurea.

La preoccupazione del Rettore va soprattutto verso quella generazione di giovani che l’Università sta perdendo: “Da anni ormai il blocco del turn over sta allontanando schiere di giovani che vorrebbero cimentarsi in un ambiente così stimolante, formativo, gratificante, come quello universitario. Molti, troppi di questi giovani, essenziali per il Paese, sono ormai persi. Mi auguro veramente che tutti, tutti comprendano quanto gravi saranno le conseguenze per il futuro di questo Paese e, compatibilmente con le risorse, si dia priorità ad una politica di impiego dei giovani.”

Purtroppo siamo bene lontani dal famoso dibattito ascoltato qualche anno fa all’Università di Stanford, quando un tale chiamato Steve Jobs diceva ai giovani laureati “Siate affamati, siate folli”. Con i tagli che ha subito l’istruzione italiana oggi di certo i laureati italiani possono  restare affamati per molto tempo e considerati folli se ancora manifestano per i loro diritti.

 

Federica Fiorillo

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